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martedì 9 marzo 2010

Torta di Padre Pio


Periodicamente questa torta torna sulle nostre tavole come un tempo la famigerata "catena di Sant'Antonio" intasava le nostre cassette della posta (ora che ci sono le e-mail, la solfa non è cambiata di molto, a parte che si spreca meno carta...). Ma a differenza delle altre catene, la torta dio Padre Pio, conosciuta anche come torta dell'amicizia, non augura nulla di male a chi la riceve: anzi! Le origini della sua nascita non sono ben chiare: c'è chi dice che si tratti di una leggenda metropolitana, chi dice sia una manovra di marketing ( a che pro mi domando, dato che non si usano prodotti di marche particolari o comunque di costo elevato ), altri invece dicono che sia solo una stupidaggine. In ogni caso, un mistero dietro questo dolce si nasconde: come può un impasto che viene preparato in 10 giorni e conservato fuori dal frigo, non solo non andare a male ma essere poi un buon dolce? Boh....non ci resta che prepararlo per scoprirlo!
Ancora una cosa: sempre legata alla tradizione che sta dietro alla preparazione di questo dolce, bisognerebbe cominciare l'impasto di domenica, ma non penso che Padre Pio se ne abbia a male se la prepariamo quando siamo più comodi! Una cosa invece in cui credo fermamente è il rituale: come ben sapete, ai cibi trasmettiamo una certa energia quando li prepariamo, dunque il fatto di chiedere una grazia a Padre Pio, mi sembra una cosa fattibile, certo, se poi non sapete nemmeno fare il segno della croce, o dire un Padre Nostro...beh, va da sé, no?

1° GIORNO: in un contenitore di vetro o di porcellana (nessun altro tipo di materiale è permesso) mettete 1 bicchiere di farina e 1 di zucchero. SENZA MESCOLARE. coprite con un canovaccio e lasciate l'impasto fuori dal frigo per tutta la durata della preparazione del dolce, anche quando verranno aggiunti gli ingredienti che sono solitamente deteriorabili.

2° GIORNO: mescolate con un cucchiaio di legno

3° E 4° GIORNO: NON TOCCATE

5° GIORNO: aggiungete 1 bicchiere di farina, 1 di zucchero e 1 di latte (io ovviamente uso quello vegetale... ;) ). NON MESCOLATE.

6° GIORNO: mescolate col cucchiaio di legno.

7°, 8° E 9° GIORNO: NON TOCCATE.

10° GIORNO: mescolate il tutto col cucchiaio di legno. A questo punto togliete 3 bicchieri di composto: la tradizione vuole che li regaliate a parenti, amici, o comunque persone alle quali tenete e che desiderate ricevano anche loro una grazie dal Santo. In ogni caso, se mettete da parte queste porzioni, le potete anche congelare e la prossima volta che rifarete il dolce avrete una base di partenza. Dopo aver tolto i 3 bicchieri di composto, aggiungetene 3 di farina, 2 di latte, 1 di olio di semi, 1 mela tagliata a tocchetti, 2 uova ( io ho quelle delle mie galline felici ;) ), 1 bustina di lievito, 3 bicchieri di zucchero. Mescolate il tutto con l'ormai immancabile cucchiaio di legno e infornate a 180° per circa 40 minuti.
Mi raccomando, non dimenticate la preghiera: che si tratti di una leggenda metropolitana o altro, a me personalmente fa piacere riproporvela così come mi è stata "venduta" e mi fa piacere seguire i passaggi così come sono, e il fatto di volerla condividere con voi...beh, equivale ai 3 bicchieri da distribuire alle persone a me care!

sabato 1 agosto 2009

Uova


Uno degli alimenti che noi vegani non utilizziamo sono le uova.
Questo perchè come per il latte, il consumo di uova implica lo sfruttamento e l'uccisione degli animali che le producono.
I pulcini maschi vengono eliminati vivi tramite l'utilizzo di una macchina che altro non è se non un tritatutto gigante.
Non parlo a vanvera, ci tengo a precisarlo perchè solitamente gli onnivori quando vengono messi di fronte a certe realtà ti rispondono: "Ma va là!" oppure " E a te chi l'ha detto?" con tanto di mani poggiate sui fianchi o braccia conserte....
Se dubitare fate un giro su www.youtube.com e troverete diversi filmati sulla produzione di uova, la macellazione, la produzione di patè di fegato d'oca e altre cose del genere. Dovete solo avere lo stomaco di guardarli e poi, avere lo stomaco di mangiare ancora certe cose dopo averle viste...
Ma torniamo alle uova...
Dunque io qualche uovo ogni tanto lo inserisco nella preparazione delle mie ricette.
Ma non si tratta di uova comperate al super mercato o dal contadino (che molti credono sia cosa buona e giusta, ma la gallina che ha fatto l'uovo quando smetterà di produrne finirà nella pentola del contadino...), si tratta delle uova di 4 galline che un paio di anni fa salvai dalla macellazione.
Erano ormai esauste, non producevano più uova ed erano destinate ad essere macellate.
Le comperai tutte e quattro per una cifra ridicola, tipo 5 euro se non ricordo male.
Poi però, abitando in appartamento, non potevo tenerle, e dunque cercai per loro una casa sicura.
Una famiglia umana che me le tenesse a patto di non mangiarle, di lasciarle morire di vecchiaia.
Trovai un collega di mio marito, prossimo alla pensione, che amava gli animli tanto quanto noi, e che mi assicurò che le avrebbe tenute come delle signorine.
E così La Nina, La Pinta, La Santa e Maria (cercate di capire, questo di cognome fa Colombo...in che altro modo avrei dovuto chiamarle?!) ora scorrazzano nel cortile di questo signore.
Lo aspettano come ogni animale domestico aspetta il suo amico umano, gli vanno in contro quando questo ritorna a casa, ogni tanto lo fanno preoccupare perchè qualcuna vuole andare ad esplorare il mondo e non sa che qualche volpe potrebbe essere un periocolo, ma soprattutto, avendo ritrovato la serenità hanno ricominciato a fare le uova.
Ogni giorno infatti il signor Colombo trova 2 o 5 uova, a seconda del periodo dell'anno.
Così, dato che non ne consuma molte, spesso chiama mio marito e gli dice di andare a prendersi qualche ovetto fresco delle sue pricipesse.
Per questo non mi pongo il problema di consumare quelle uova. Perchè come tante altre persone che sono passate a veg, io l'ho fatto nell'intento di vivere una vita non violenta, dunque quelle uova, di quelle galline, per quanto mi riguarda non solo sarebbe uno spreco non utilizzarle, ma sembrerebbe di non apprezzare un gesto che testimonia che queste galline stanno di nuovo bene.
Si perchè le galline che "vivono" in batteria, campano solo un paio di anni, al termine dei quali sono letteralmente consumate, prive di forza, per questo non producono più uova. Sono come una donna in menopausa: non hanno più ovulazione.
Invece quelle galline, sono una specie di miracolo: non solo si sono riprese (quando le comperai pensavo spirassero da un momento all'altro), ma hanno ritrovato un ciclo biologico che difficilmente si riesce a recuperare una volta "rotto".
Se avete l'occasione di offrire una seconda possibilità a qualche gallina come La Nina, La Pinta, La Santa e Maria, vi invito a farlo: saranno felici almeno negli ultimi anni della loro vita, che fuori dalla batteria non è poi così breve, e magari anche loro vi ricompenseranno con qualche ovetto fresco.

giovedì 1 gennaio 2009

Buon 2009!


E come tutti gli anni, ci siamo lasciati alle spalle 365 giorni dei quali quasi tutti dichiariamo: " Non ne sentirò la mancanza!"

E come tutti gli anni, riponiamo in questi nuovi 365 giorni la speranza che si facciano rimpiangere alla fine di questo nuovo anno appena cominciato.

Senza toccare il tema della politica o dell' economia, o peggio ancora della pace nel mondo ( che per chi ancora pensasse che esista, abbiate pazienza se venite a scoprirlo così brutalmente: non c'é mai stata! ), ci sono stati dei casi di cronaca sul finire del 2008 che hanno regalato un lieve sorriso, certo, non rimpiangeremo l' anno appena trascorso per questo, ma io personalmente, vorrei ricordare un aneddoto in particolare con voi.

Chi più, chi meno, abbiamo sentito parlare del Movimento per la Liberazione dei Nani da Giardino. Per chi non lo sapesse, si tratta di un movimento che nasce in Francia, e prevede il furto dei nani in terracotta che popolano i giardini delle villette per poi portare gli stessi nei boschi e liberarli.

Ora questo movimento data la moda da un paio di anni a questa parte di appendere i pupazzi raffiguranti Babbo Natale che si arrampica dalla finestra, si é estesa pure a lui....

Ebbene sì! Anche Babbo Natale appeso alla finestra o al balcone, é stato preso di mira dai militanti di questo movimento.

Tanto che in un piccolo Comune della Lombardia, di cui purtroppo non mi ero annotata il nome ( chiedo venia ), i cittadini si sono ribellati a questa sottrazione da parte di ignoti del loro Babbi Natale e più determinati che mai hanno raddoppiato la presenza di questi pupazzi attaccati alle finestre delle loro case, per dire NO al sequestro dei loro pupazzi!

Il mio sorriso, é nato dal fatto che sentendo tante brutte notizie, vedendo tanti brutti servizi al TG, ritrovare una vicenda del genere mi ha scaldato un po' il cuore....

Lo so, é sciocco, ma alla fine, pensiamoci un attimo: da una parte ci sono delle persone che credono fermamente che questi "oggetti" da giardino, non siano da considerarsi tali e che abbiano ben altre aspettative di vita che starsene ad abbellire le nostre case, e dall' altra parte ci sono dei cittadini, che giustamente hanno comperato questi "complementi" d' arredo per esterni e giustamente ne denunciano il furto quando questi scompaiono.

Ma la cosa che mi ha fatto sorridere, é stata la reazione delle persone: invece di polemizzare e scaldarsi più del necessario, hanno aumentato la presenza dei Babbi Natale: così i liberatori dovranno fare i doppi turni se non vogliono lasciare nessun ostaggio indietro!

Auguro a tutti un 2009 fatto di almeno una "leggerezza" di questo calibro alla settimana come notizia curiosa in coda al TG: delle tette rifatte delle veline e di quanti soldi abbiano o meno da spendere in cazzate i "poveri" ricchi, non solo non ce ne importa più, ma ci fa incazzare proprio! Vogliamo sorridere, e penso che questo sia un buon modo per farlo.

martedì 14 ottobre 2008

Libertà di scelta

Purtroppo ancora oggi l' uomo non é libero di scegliere liberamente ciò che é meglio secondo lui per sé stesso.


Non parlo di cose particolarmente impegnate: ci sono posti nel Mondo dove non si é liberi di esprimere apertamente le proprie opinioni in merito a sesso, religione, politica ecc.


Parlo di cose più "terra terra", come per esempio il decidere cosa mettere nel proprio piatto.


L' altro giorno, non ricordo come, con una ragazza abbiamo toccato l' argomento cibo, mi raccontava di come in un viaggio fatto all' estero fosse rimasta schifata dal fatto che in alcuni Paesi si mangino insetti.


Io l' ascoltavo con interesse, e quando alla fine mi ha detto: " Tu che sei vegana, dovresti essere ancora più schifata, no? " , le ho sorriso e le ho risposto : " Io lo sono, ma credimi che pure tu indirettamente mangi gli insetti! ". Quando le ho detto che parecchi additivi alimentari vengono catalogati sulle etichette degli ingredienti con la sigla invece che con la loro effettiva origine, come per esempio E 120 che é "estratto di cocciniglia", per poco non sveniva.


Per non parlare poi di quegli additivi che sono ottenuti da "prodotti secondari di origine animale", in pratica: ossa, pelle, e grasso sottocutaneo ecc.


Il giorno che mai scriveranno sulle etichette degli ingredienti la verità, non sarà mai troppo tardi. E poi c' é ancora gente che si chiede come mai negli ultimi anni si sono sviluppate intolleranze alimentari a certi prodotti piuttosto che ad altri.


Trovo che sia vergognoso che le grandi industrie alimentari non siano trasparenti quanto invece affermano di essere ( vedi pubblicità della Coca Cola o dello Yomo ), dando modo al consumatore di scegliere liberamente, quando poi piccoli commercianti se non espongono il cartello con su scritta la provenienza della merce rischiano serie ammende e talvolta la chiusura.


giovedì 9 ottobre 2008

SolidALe


Sono molto fiera di pubblicare questo post....

Venerdì 17 ottobre a partire dalle 18,30 e proseguendo fino a domenica 19 alle 20,00, a Casale Monferrato si svolgerà la fiera della solidarietà, per l' appunto: SolidALe.

Evento al quale parteciperanno diverse e numerose associazioni che si occupano di solidarietà verso coloro che sono decisamente meno fortunati.

Come mai ne sono così orgogliosa? Beh, perché ci sarà anche la sezione alessandrina dell' OIPA!

E soprattutto perché oltre alla sezione alessandrina della LAV, siamo l' unica associazione animalista presente!

Vi invito a partecipare: l' ingresso é gratuito, e avrete a disposizione tutto il fine settimana per fare un salto a trovarmi, quindi niente scuse!

Potrete trovare materiale informativo sulle attività dell' OIPA, sul vegetarismo e con una piccola offerta: magliette, spille, portachiavi, adesivi, borse e felpe col marchio OIPA per aiutare concretamente l' associazione.

Mi raccomando: conto su di voi!

martedì 23 settembre 2008

Lampade di sale


Spesso le persone tendono a spruzzare per casa quelli che pensano essere degli innocui ed efficaci prodotti per purificare l' aria.

Questo é un errore: ciò che sta in una bomboletta spray, spesso ( troppo spesso ) di salubre non ha un bel niente.

C' é invece un modo migliore per purificare l' aria della propria casa: accendere una lampada di sale Himalayano.

In commercio se ne trovano di diversi tipi, formati, peso ed... età. Ebbene sì, ho detto proprio "età", infatti queste lampade a seconda della loro grandezza, un po' come per i cerchi nel tronco degli alberi, hanno un' età e la cosa già le rende speciali.

Se poi ci mettiamo anche il fatto che accendendo una di queste lampade la quantità di ioni negativi per cm3 aumenta a 1200 dopo 12 ore e vi resta per altrettante 12, avrete capito che queste non sono comuni lampade ma bensì strumenti per ottenere e mantenere un' aria salubre.

La luce arancio delle lampade poi, ha un effetto benefico sia a livello emozionale che spirituale, e secondo la cromoterapia il colore arancio stimola la gioia di vivere.

Il modello che vedete nella foto pesa tra i 3 ed i 6,5 kg ( si comperano a peso ), e l' ho acquistato sul sito: http://www.innerlife.it/ .

Io ne ho comperate 2 e le ho messe a mo' di abat-jour sui comodini della camera da letto. Prossimamente ne prenderò una anche per la stanza di mio figlio con lo stesso scopo ( inoltre lui dorme con la luce accesa... ).

Se visiterete questo sito, non solo troverete la lampada che più si addice alle vostre esigenze, ma vi perderete nei meandri della filosofia ayurvedica e di tutti gli oggetti, i libri, i the e gli abiti che vi avvicineranno ad una nuova visione della quotidianità.

sabato 10 maggio 2008

Meme: 6 cose che m i piace fare


Come al solito, rimango sempre affascinata come una bambina quando ne trovo uno su qualche blog, e quando vedo che chi lo ha fatto ha in comune parecchie cose con me...scatta immediatamente la voglia di farlo a mia volta.
Questo é molto semplice: si parla di 6 cose che ti piace fare, le si descrive e poi si invita a partecipare altri amici. Partiamo subito!!!

1 LEGGERE: Io adoro leggere, il Club degli Editori prima o poi mi farà socia onoraria... mi piacciono molto i libri contemporanei, ho "scoperto" da poco Andrea Vitali, uno scrittore italiano che ambienta i suoi romanzi a Bellano posto dove vive e lavora, lui é medico, e devo dire che i suoi racconti rapiscono dopo poche righe. Ma ci sono anche Stefania Bertola: aspirapolvere di stelle, biscotti e sospetti, a neve ferma; Daniel Pennac con la saga al completo di Monsieur Malaussen e i romanzi per ragazzi, la mitica Banana Yoshimoto anche lei con tutti i suoi romanzi...Insomma, per me la lettura é rilassarsi, evadere ed allo stesso tempo imparare, non mancano infatti saggi e autobiografie al momento mi vengono solo in mente quella di Gandhi e di Billy Holiday, due personaggi molto differenti tra loro ma che hanno avuto vite decisamente sopra le righe.

2 CUCINARE: da quando ho abbracciato la filosofia Vegan, cucinare é diventato non solo una cosa abituale per sfamare la famiglia, ma anche un piacevole momento di sperimentazione: é bello veder nascere delle ricette prodotte con le proprie mani, e ancor più bello quando ti fanno i complimenti per dei piatti che credevi sarebbero piaciuti a te soltanto.

3 ANDAR PER BOSCHI: cercare funghi, raccogliere castagne, o semplicemente passare una giornata con la mia famiglia immersi nei rumori e odori del bosco. E' una cosa che mi ha sempre affascinata, fin da piccola quando andavo col mio papà a raccogliere i funghi.

4 PISOLARE: eh, eh, ebbene sì, da qualche tempo, se sono a casa mia, dopo pranzo inevitabilmente mi si chiudono gli occhi... a volte, devo confessarlo ( e un po' mi vergogno...) addirittura salto il pranzo, vado a pisolare e poi mangio qualcosina al risveglio... non so come mai mi sia venuta questa sindrome da riposino, da siesta, ma la penombra della stanza e la copertina, o lenzuolo quando fa caldo, é una cosa alla quale non riesco a resistere!

5 FILM, TELEFILM & Co.: mi piace un sacco guardare i film, per lo più in dvd, per il solo fatto di non avere spot e poterli stoppare per la pausa bagno e pop corn. Adoro le serie tv: ultimamente su ITALIA1 c'é Happy Days, visto e rivisto una valanga di volte, ma se sono a casa, non posso non guardarlo! E poi ci sono i telefilm degli ultimi anni, e le serie tv, tra le quali l' ormai stra famoso LOST che tutti criticano ma che poi, se hai fatto come me, cominciato a guardarlo non puoi piantare lì!!! E che dire dei cartoni animati? Beh, lì però si va sui classici: poiché quelli di quando ero bambina io, ho 32 anni, non li fanno più, posso giusto guardare Tom e Jerry o qualcosa della Disney oppure i Looney Tunes.

6 LE PERSONE A CUI VOGLIO BENE: questa l' ho tenuta per ultima giusto per non sembrare sdolcinata, ma é quello che adoro fare in assoluto: stare con le persone alle quali voglio bene. Passare del tempo con mio figlio, stare al telefono con un' amica, o sul divano a guardare la tv con mio marito. Sono tutte cose che mi riempiono di gioia. Nella categoria "persone", rientrano anche i pelosi che fanno parte della famiglia: gatti, cane, coniglio e topo. Loro sono sempre presenti nei momenti in cui siamo tutti riuniti a giocare e divertirci.

Fatevi sotto!!!

lunedì 31 marzo 2008

Sara, Corrado e ... Giulivo



Sara é una mia carissima amica, Corrado é il suo fidanzato anche lui caro amico, mentre Giulivo è un ulivo.
Esatto, un ulivo, un albero che produce olive. Lo potete vedere nella foto assieme a loro. Ed é il MIO ulivo. L' ho adottato ( ed ovviamente gli ho dato un nome! ) seguendo le "istruzioni" che potete trovare sul sito realizzato dai miei amici: qui a fianco trovate il link ( plant1olivetree ), dove vi verrà spiegato il super progetto dell' adozione dell' alberello di olive.
Inoltre potrete vedere dove si trova l' albero in questione, vi verrà rilasciato un certificato d' adozione e la fornitura di 12 bottiglie d' olio. Insomma, un' adozione a distanza in piena regola, con tanto di regali da parte del vostro "bambino" con le radici.
Una bella iniziativa, ed un bel progetto che giorno dopo giorno prende forma e si perfeziona sempre più.
Contattateli: vi spiegheranno molto meglio tutte le cose carine che hanno in cantiere in questo momento, come la rimessa che sta diventando una bella casa per le vacanze, e qui mi sa che dovete sbrigarvi!
Ah, dimenticavo, il tutto é ambientato nella suggestiva cornice della Sicilia, per la precisione siamo a Noto, una delle zone senza dubbio più belle di quest' isola.

giovedì 28 febbraio 2008

7 segreti

Che bello, questo meme arriva dalla Francia, ed è davvero carino... Più o meno una di quelle mail da dover mandare a degli amici per ottenere in cambio qualcosa, pena l' esatto contrario di ciò che si é desiderato. Qui invece nulla di tutto ciò: solo scambio di segreti... Wow...

Ecco qua le regole:

- le regole del gioco copierai
- 7 tuoi segreti svelerai
- 7 felici vincenti individuerai
- un messaggio per avvisarli invierai
- a consultare il tuo blog li inviterai

Ed ecco qua i miei 7 segreti:

1. da quando sono Vegan mi sogno di notte la Gorgonzola...sigh...
2. ho sempre detestato il ritardo cronico di alcuni parenti la mattina di Natale per spacchettare quei 4 pacchetti sotto l' albero.
3. ho avuto un fidanzato bellissimo e palestrato che purtroppo ha confermato la regola del bello e scemo.
4. ho avuto un fidanzato che era caruccio ma figlio di papà, e si é poi comportato come figlio di un' altra cosa...
5. mi sono innamorata di mio marito appena l' ho conosciuto.
6. non ho mai preso la patente per pura e semplice paura di schiantarmi contro qualcosa.
7. vorrei poter avviare un' attività mia: non voglio arricchirmi, ma poter vivere dignitosamente assieme alla mia famiglia.

E ora, i 7 felici ( ? ) vincenti:

Sara, Geisha, Valentina, Monica, Laura, Tina, Sabrina


A voi!!!!

giovedì 3 gennaio 2008

La mia famiglia








Beh, non potevo scamparla ancora per molto...: una foto prima o poi l' avrei dovuta pubblicare...Così per non creare troppi scompensi ai visitatori del blog, che vorrei continuassero a visitare e commentare, ho pensato bene di evitare il classico book e invece di fare il più classico e ben apprezzato album di famiglia.
Special guest: Samuele, alias "il nano". Briciola nella versione "primissimissimo piano Natalizio", la cagnetta di casa. Sophie "colei che se la tira qualunque cosa faccia", la gatta di casa. E il mitico stratosferico Artù "il coniglio che amava la sua casetta", il più bellissimo roditore che ci sia!E ovviamente io e mio marito ( Franco ), ovvero: "il secco e la chiattona"!

3 gennaio 2008




Samuele e Briciola.

mercoledì 28 novembre 2007

Indovina chi viene a cena?

Nessuno! Sob, sigh, nessuno! Ma come, proprio a me è capitato? La gente ha sempre fatto la fila per farsi invitare a cena a casa nostra, ed ora che sono io ad invitare, mi sento dire: "Magari un'altra volta."?!
La spiegazione c'é...a tutti con grande entusiasmo sto dicendo che non mangio più questo, né quello, eccetera eccetera, di conseguenza dico anche cosa mangio.
Il problema sta proprio in questo, in quello che mangio io.
Beh, innanzi tutto, scusate il paragone, ma non è cacca!
Poi, non voglio imporre niente a nessuno: è ovvio che se invito a cena gente che mangia carne, avranno la carne da mangiare.
E dulcis in fundo...ci sarebbe da preoccuparsi maggiormente a mangiare le carcasse di animali morti invece che sana verdura che non lascia scorie e depositi dannosi nel nostro organismo!
Ma io faccio mica tutte queste scene quando mi invitano a casa loro gli altri! E devo dire che spesso mi sono trovata ad avere a che fare con gran maleducati che spesso hanno detto cose del tipo: "Dai, prendi una fettina di salame, per una volta che te ne frega!".
Se questi sono gli amici...Polemiche a parte, perché in questo momento sono un po' innervosita da questo tipo di atteggiamento, vorrei che alla base di tutto ci fosse il rispetto reciproco per le proprie convinzioni: io non cerco di cambiare gli altri, ma se gli altri la smettessero di cercare di cambiare me, mi farebbero un enorme favore!

martedì 27 novembre 2007

Il prezzo della vita


Che il costo della vita sia aumentato, ce ne siamo accorti un po' tutti. Con l'avvento dell'euro poi, non ne parliamo...
Chi come me ha deciso di intraprendere una via "non violenta" diventando Vegan, di sicuro avrà notato che la vita per noi è ancora più cara: a cominciare dagli alimenti, a finire con l'abbigliamento.
Infatti se un prodotto è dichiaratamente Vegan, costa di più rispetto a quelli che lo sono inconsapevolmente (certi tipi di pane confezionato, certi biscotti per la prima colazione, ecc.): perché?
La pubblicità? Fa figo? E' di moda?
Può essere, resta il fatto che se non vogliamo rincretinirci a leggere sulle etichette gli ingredienti di tutto ciò che ci serve, dobbiamo ripiegare sulle marche, o sulla nostra memoria. In pratica, comperando una marca ben precisa, la garanzia in merito alla qualità del prodotto, fa sì che questo costi anche il doppio di un prodotto tradizionale.
Come fare allora?
Una buona soluzione potrebbe essere quella di preparare in casa i cibi che siamo in grado di cucinare da soli: i biscotti e le torte per la prima colazione, il pane se ci riusciamo. Insomma, investire il nostro tempo e la nostra esperienza per ovviare il problema caro-spesa. Magari la domenica pomeriggio invece che invitare gli amici a prendere il caffè, possiamo farli venire a casa nostra con l'intento di passare assieme qualche piacevole ora cucinando biscotti, e nel frattempo la chiacchierata viene da se.
Oppure, far assaggiare loro prodotti che noi consumiamo abitualmente, di modo che magari in seguito anche loro al supermercato mettano nel carrello qualcosa di vegan.
E come ultima soluzione, scrivere alle ditte produttrici, chiedendo loro di rincarare i prezzi: in molti secondo me, assaggerebbero più volentieri un budino di soia o una marmellata vegan se questi non costassero il doppio rispetto ai prodotti tradizionali!

mercoledì 21 novembre 2007

Leggende metropolitane


Tutti ne conoscono almeno una. Qualcuno l'ha raccontata almeno una volta.
Spesso abbiamo abboccato pure noi!
C'era quella del cane Tahilandese che altro non era che un topone di fogna, quella dei lupi paracadutati nel Parco Nazionale d'Abruzzo con l'imbracatura fatta di budello di pecora (così una volta atterrati si sarebbero liberati mangiandoselo), quella del barboncino scoppiato nel microonde e via così...
Ma oggi, le leggende metropolitane, esattamente come le catene di Sant'Antonio, arrivano anche via mail. Causando non pochi disagi.
Eh sì, perché spesso si tratta di veri e propri appelli disperati: petizioni da firmare o mail da diramare.
Come la mail che mi è arrivata la scorsa settimana, e alla quale io ovviamente ho creduto ciecamente. Nella mail, con tanto di 4 belle foto, si parlava di una giovane cagnetta, una Golden Retriver, e dei suoi 7 cuccioli, tutti da sistemare altrimenti sarebbero stati soppressi.
Inutile dire che ho mandato la mail a tutti coloro che ho in rubrica, beccandomi pure dei resti da alcuni di loro. Il mio scopo non era solo sistemare i cuccioli, ma rintracciare il proprietario per fargli sequestrare la cagnetta e fargli beccare una bella denuncia.
Ed invece...Beh, questa volta è stato meglio così, perché per lo meno non bisognava sistemare realmente quei cuccioli, ma certe cose creando solo falsi allarmismi, non fanno altro che fomentare la sindrome del "al lupo, al lupo!" : prima o poi non ci crederà più nessuno, e la cosa tragica è che sicuramente quando ciò accadrà si tratterà di una storia vera, alla quale però nessuno darà corda.