lunedì 19 luglio 2010

Melanzane sott'olio


L'estate è la stagione delle conserve: marmellate, passate di pomodoro, verdure sott'olio da poter riproporre sulla propria tavola anche in pieno inverno.

La ricetta delle melanzane sott' olio è forse una delle più varie che esista: ci sono diversi modi di preparare queste verdure che possono poi essere riproposte come contorno, antipasto o per farcire panini.


Ingredienti:


4 kg di melanzane non troppo grosse

1 litro di aceto bianco

sale grosso

origano

aglio

olio extra vergine d'oliva

peperoncino rosso piccante


Preparazione:


Sbucciate le melanzane e tagliatele a striscioline. Mettetele in un colapasta alternando strati di melanzane ad abbondanti manciate di sale grosso, e lasciate che riposino per almeno 12 ore. Io in verità le lascio 24: perdono tutta la loro acqua e se sono troppo piccanti tornano "normali".

Trascorso questo periodo, mettete sul fuoco una pentola contenente 2 litri d'acqua e 1 di aceto bianco e portate ad ebollizione. Mentre l'acqua è sul fuoco, strizzate bene le melanzane, e quando l'acqua comincia a bollire, tuffatele dentro e lasciatele bollire per almeno 10 minuti.

Una volta terminata la bollitura, mettete a scolare le melanzane nel colapasta per qualche ora, e quando saranno ben fredde strizzatele nuovamente.

A questo punto le melanzane sono pronte per essere conservate sott'olio: in una ciotola capiente, mescolate le melanzane con l'origano e quando questo sarà ben distribuito, cominciate a mettere le melanzane nei vasetti, aggiungendo di tanto in tanto fettine di aglio e pezzettini di peperoncino piccante. Ricoprite d'olio extra vergine d'oliva e chiudete bene. Io dopo aver chiuso i vasetti li metto in una casseruola e li ricopro d'acqua e poi faccio bollire per qualche minuto, giusto per una maggiore garanzia di conservazione.

Le melanzane saranno pronte per essere portate in tavola dopo circa 15 giorni, e si conservano nel vasetto chiuso per circa 1 anno.

venerdì 16 luglio 2010

Lasagne vegane


Ok, l'idea di accendere il forno in questa stagione non è delle più allettanti, è vero...Però, le lasagne, come la pasta al forno in generale o la parmigiana, non solo sono cose per cui valga la pena accendere il forno, ma...il giorno dopo sono ancora più buone!!!



Ingredienti:



1 confezione di lasagne vegane ( controllate che tra gli ingredienti non vi siano presenti le uova)

1 bottiglia di passata di pomodoro

1 cucchiaio di misto per soffritto (sedano, carota e cipolla)

olio extra vergine d'oliva

a scelta:

150/200 gr di seitan o soia reidratata

parmigiano vegano (vedi nei precedenti post)

tofu al naturale spezzettato, q.b.

pan grattato per gratinare

besciamella vegan ( vedi nei post precedenti, o prendere quella pronta)

poco vino bianco secco



Preparazione:



In una casseruola fate soffriggere in olio extra vergine d'oliva il misto per soffritto stando attenti a non annerirlo troppo. Una volta raggiunto il classico colorito biondo della cipolla, aggiungere la soia reidratata (seguendo le istruzioni sulla confezione) o, a scelta, il seitan tritato.

Mescolate per qualche istante, e se lo gradite, sfumate con un dito di vino bianco.

Non appena il vino sarà evaporato, aggiungete la passata di pomodoro e lasciate cuocere a fuoco lento il tempo necessario, finché il sugo non avrà preso una consistenza abbastanza densa.

Una volta pronto il ragù vegano, procedete col preparare la lasagna. In una pirofila da forno cominciate a distribuire sul fondo del ragù e procedete con lo stato di pasta secca. A questo punto ricoprite con altro ragù, besciamella e una spolverata di tofu grattugiato ( al quale in una ciotola potrete mescolare anche del parmigiano vegano).

Continuate fino all'esaurimento degli strati di pasta, e completate ricoprendo con il sugo e spolverando con tofu grattugiato, parmigiano vegano e pan grattato per far formare la crostina dorata.

Infornate seguendo le istruzioni riportate sulla confezione della pasta.

martedì 9 marzo 2010

Torta di Padre Pio


Periodicamente questa torta torna sulle nostre tavole come un tempo la famigerata "catena di Sant'Antonio" intasava le nostre cassette della posta (ora che ci sono le e-mail, la solfa non è cambiata di molto, a parte che si spreca meno carta...). Ma a differenza delle altre catene, la torta dio Padre Pio, conosciuta anche come torta dell'amicizia, non augura nulla di male a chi la riceve: anzi! Le origini della sua nascita non sono ben chiare: c'è chi dice che si tratti di una leggenda metropolitana, chi dice sia una manovra di marketing ( a che pro mi domando, dato che non si usano prodotti di marche particolari o comunque di costo elevato ), altri invece dicono che sia solo una stupidaggine. In ogni caso, un mistero dietro questo dolce si nasconde: come può un impasto che viene preparato in 10 giorni e conservato fuori dal frigo, non solo non andare a male ma essere poi un buon dolce? Boh....non ci resta che prepararlo per scoprirlo!
Ancora una cosa: sempre legata alla tradizione che sta dietro alla preparazione di questo dolce, bisognerebbe cominciare l'impasto di domenica, ma non penso che Padre Pio se ne abbia a male se la prepariamo quando siamo più comodi! Una cosa invece in cui credo fermamente è il rituale: come ben sapete, ai cibi trasmettiamo una certa energia quando li prepariamo, dunque il fatto di chiedere una grazia a Padre Pio, mi sembra una cosa fattibile, certo, se poi non sapete nemmeno fare il segno della croce, o dire un Padre Nostro...beh, va da sé, no?

1° GIORNO: in un contenitore di vetro o di porcellana (nessun altro tipo di materiale è permesso) mettete 1 bicchiere di farina e 1 di zucchero. SENZA MESCOLARE. coprite con un canovaccio e lasciate l'impasto fuori dal frigo per tutta la durata della preparazione del dolce, anche quando verranno aggiunti gli ingredienti che sono solitamente deteriorabili.

2° GIORNO: mescolate con un cucchiaio di legno

3° E 4° GIORNO: NON TOCCATE

5° GIORNO: aggiungete 1 bicchiere di farina, 1 di zucchero e 1 di latte (io ovviamente uso quello vegetale... ;) ). NON MESCOLATE.

6° GIORNO: mescolate col cucchiaio di legno.

7°, 8° E 9° GIORNO: NON TOCCATE.

10° GIORNO: mescolate il tutto col cucchiaio di legno. A questo punto togliete 3 bicchieri di composto: la tradizione vuole che li regaliate a parenti, amici, o comunque persone alle quali tenete e che desiderate ricevano anche loro una grazie dal Santo. In ogni caso, se mettete da parte queste porzioni, le potete anche congelare e la prossima volta che rifarete il dolce avrete una base di partenza. Dopo aver tolto i 3 bicchieri di composto, aggiungetene 3 di farina, 2 di latte, 1 di olio di semi, 1 mela tagliata a tocchetti, 2 uova ( io ho quelle delle mie galline felici ;) ), 1 bustina di lievito, 3 bicchieri di zucchero. Mescolate il tutto con l'ormai immancabile cucchiaio di legno e infornate a 180° per circa 40 minuti.
Mi raccomando, non dimenticate la preghiera: che si tratti di una leggenda metropolitana o altro, a me personalmente fa piacere riproporvela così come mi è stata "venduta" e mi fa piacere seguire i passaggi così come sono, e il fatto di volerla condividere con voi...beh, equivale ai 3 bicchieri da distribuire alle persone a me care!

domenica 7 marzo 2010

Risotto ai funghi porcini e piselli


Nella foto, presa dal web, i funghi non si vedono, ma nella ricetta ci sono eccome!!! Ieri sera ero in vena di qualcosa di buono, semplice e soprattutto...caldo! Il freddo quest'inverno pare non voler cessare, e dato che tutto quel che possiamo fare è adeguarci, ho concesso alla mia famiglia e a me una coccola speciale.

Ingredienti:

250 gr di riso
1 piccola cipolla
100 gr di pisellini surgelati
80 gr di funghi porcini surgelati (dal raccolto di mio marito lo scorso autunno)
olio extra vergine d'oliva q.b.
brodo vegetale ( circa 400 ml )
1/2 bicchiere di vino bianco
sale
pepe ( facoltativo)

Preparazione:

In un tegame dal fondo spesso fate rosolare la cipolla in olio extra vergine d'oliva. Quando questa sarà leggermente imbiondita, aggiungere i pisellini e i funghi porcini tagliati a fettine ( io li surgelo in diversi tagli, così li posso adattare alle ricette ). Rosolate ancora qualche minuto e poi aggiungete il riso. Mescolate e quando comincia ad asciugare, sfumate col vino bianco. Sempre continuando a mescolare, non appena il vino è evaporato, aggiungete un mestolo di brodo vegetale che avrete tenuto in caldo. Continuate a mescolare e ad aggiungere poco brodo alla volta fino a che il risotto non avrà terminato la cottura. Regolate di sale e a piacere aggiungete del pepe macinato al momento. Servire con una bella spolverata di parmigiano vegano (per la preparazione del parmigiano vegano, vedere il post).

sabato 6 marzo 2010

Pasta Frolla


Sicuramente la ricetta della pasta frolla vegana è già stata usata e spiegata in questo blog, ma siccome proprio questa sera mi sono cimentata nel preparare una crostata al cioccolato, mi andava di riproporla, anche perché nel post precedente, forse era lievemente differente.

Ingredienti:

120 gr di farina bianca
120 gr di fecola
150 gr di margarina vegetale non idrogenata
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata di mezzo limone

Preparazione:

Su una spianatoia, o un piano di lavoro adatto, preparate con entrambe le farine setacciate la "classica" fontana. All'interno della fontana mettete lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e la margarina a tocchetti. A questo punto cominciate ad impastare come con la pasta frolla classica. Non perdete la speranza se vi sembra che la pasta frolla non leghi: lavoratela con pazienza e fermatevi di tanto in tanto per non scaldare troppo la margarina.
Come con la pasta frolla classica, una volta terminato il momento dell'impasto, lasciatela riposare in frigo per mezz'ora prima di procedere alla preparazione del dolce che avete deciso di preparare.

domenica 14 febbraio 2010

Frittelle di verdure


Altra ricetta estrapolata da una cena vegana ad opera di Giancarlo di www.eticoetica.org

Ingredienti:

200 gr di spinaci
200 gr di coste
1 pezzo di cipolla
100 gr di pan grattato
4 cucchiai di farina di ceci
2 cucchiai di fecola
50 gr di lievito alimentare in scaglie
50 gr di tofu
un pizzico di sale
spezie a piacere

Preparazione:

Lessate spinaci e coste, dopo di che scolatele e tritatele con la cipolla, con la forchetta schiacciate il tofu e unite tutti gli ingredienti mescolando bene, e se ce ne fosse la necessità aggiungete brodo vegetale fino ad ottenere un impasto consistente.
Formate delle frittelle passatele nel pan grattato e friggetele in abbondante olio extra vergine d'oliva.

giovedì 11 febbraio 2010

Torta al cacao e Rum


Una cosa così golosa non l'avevo mai mangiata! Per gli amanti di quella famosa merendina il cui motto è "Non ci vedo più dalla fame!", troveranno la similitudine di gusto pienamente appagante! Devo dire grazie a Giancarlo di www.eticoetica.org per la ricetta che ha proposto ad una delle nostre cene Vegane Benefit.

Ingredienti:

180 gr di farina bianca
200 gr di zucchero
100 gr di cacao amaro in polvere
250 ml circa di latte di soia
1 bustina di lievito per dolci
la buccia candita di un' arancia
un goccio di Rum

Preparazione:

Mescolate lo zucchero ed il cacao aggiungendo poco alla volta il latte. Amalgamate la farina ed il lievito al composto liquido e continuando a mescolare aggiungete il Rum e la buccia d'arancia a pezzettini.
Versate l'impasto in una tortiera ed infornate a 150° per 45 minuti ( col mio forno ho fatto 180° per circa 30 minuti).

Alternativa:

Potete servire la torta così com'è: vi assicuro che è buonissima! O spolverizzata di zucchero a velo, oppure potete dividere l'impasto in pirottini e preparare dei buonissimi muffin, o ancora potete usare una teglia rettangolare e una volta raffreddata la torta suddividerla in rettangoli uguali tagliare le fette a metà spalmarle di confettura ( o crema di nocciole Veg) e poi....ricoprire il tutto di cioccolato fondente fuso! Comunque la farete, sarà un successo!

domenica 7 febbraio 2010

Frittelle di cavolfiore


La stagione lo permette! Il cavolfiore impera, dunque...oltre a lessarlo, farlo in umido o gratinarlo, facciamone delle frittelle salate da accompagnare con una bella insalatina fresca.

Ingredienti:
1 cavolfiore
sale q.b.
lievito alimentare in scaglie q.b.
lievito di birra
pepe q.b.
una dose di NO EGG (nella proporzione di sostituzione di un uovo)
prezzemolo tritato
farina

Preparazione:

Lessate il cavolfiore dopo averlo separato in rosette, in acqua bollente salata. Una volta raffreddato mettetelo in una terrina e schiacciatelo con una forchetta. Se come me disponete di uova di galline allevate a terra e che non verranno cucinate a fine carriera, aggiungete un uovo al cavolfiore schiacciato, altrimenti, utilizzate il preparato NO EGG seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. aggiungete al composto altro sale (eventualmente assaggiatene un po' prima), pepe secondo i vostri gusti personali, una bella dose di prezzemolo tritato e il lievito in scaglie che farà da "parmigiano reggiano". A questo punto, cominciate ad aggiungere la farina: io vado ad occhio, ne aggiungo un po' e man mano che mescolo, alla fine deve risultare come l'impasto di una torta. Tra un'aggiunta e l'altra di farina, non dimenticatevi di aggiungere 5 gr. di lievito di birra che avrete precedentemente sciolto in poca acqua tiepida.
A questo punto lasciate riposare l'impasto per almeno un'ora in un luogo riparato da correnti e possibilmente tiepido. Trascorso questo periodo, prelevate il composto a cucchiaiate e friggetelo in abbondante olio extra vergine d'oliva. Quando le frittelle risulteranno dorate da ambo i lati, mettetele a colare l'olio in eccesso su carta da cucina. Potete servire sia calde che fredde.

lunedì 7 settembre 2009

Marmellata di pesche


Come tutti gli anni, l'appuntamento con le marmellate è una tappa fissa a fine estate.... Per svariati motivi.
Innanzi tutto sono molto più buone quelle fatte in casa rispetto a quelle comperate, sicuramente perché mi diverto a farle e poi...perché a Natale è bello confezionare un cestino per parenti e amici con qualcosa fatto da noi, con le nostre manine!

Ingredienti:

1 kg di pesche
1/2 kg di zucchero
1 busta di fruttapec

Procedimento:

Dopo aver sbucciato e tagliato a pezzetti piccoli la frutta mettetela in una casseruola coi bordi abbastanza alti che vi permetta di mescolare la quantità di ingredienti elencati senza trasbordare.
Aggiungete lo zucchero e mescolate.
Accendete il fuoco a fiamma dolce e continuando a mescolare portate il tutto ad ebollizione. Se desiderate sminuzzare ulteriormente la frutta, potete farlo a questo punto con il frullatore ad immersione.
Quando la frutta comincia a schiumare, e successivamente a bollire, aggiungete la busta di fruttapec e continuate a mescolare per circa 3 minuti.
A questo punto la vostra marmellata è pronta per essere messa nei vasetti che avrete precedentemente lavato e sterilizzato col vecchio sistema della nonna ( facendoli cioè bollire in un pentolone di acqua).
Mettete la marmellata nei vasetti quando è ancora bollente, riempiteli fino a 1 cm dal bordo e poi chiudete col coperchio ermetico, capovolgete i vasetti su un piano di legno e lasciateli in quella posizione finché non saranno freddi.
Se volete essere ancora più sicuri sul fatto che la vostra marmellata non si deteriori, un consiglio (sempre della nonna...) è quello di aggiungere alla marmellata una volta nel vasetto un cucchiaino di alcool alimentare: questo resterà in superficie creando una barriera naturale tra il tappo e la marmellata ed impedendo a questa di fare muffe. Se adottate questo metodo però, non dovete capovolgere i vasetti di marmellata, altrimenti l'alcool andrà a mescolarsi alla confettura e a quel punto non potrete darla ai bambini....Questo metodo è stato adottato da me per i vasetti che vedete nella foto: non essendo i classici a chiusura con tappo a vite, adotto sempre questo sistema per evitare la formazione di muffe.

sabato 1 agosto 2009

Uova


Uno degli alimenti che noi vegani non utilizziamo sono le uova.
Questo perchè come per il latte, il consumo di uova implica lo sfruttamento e l'uccisione degli animali che le producono.
I pulcini maschi vengono eliminati vivi tramite l'utilizzo di una macchina che altro non è se non un tritatutto gigante.
Non parlo a vanvera, ci tengo a precisarlo perchè solitamente gli onnivori quando vengono messi di fronte a certe realtà ti rispondono: "Ma va là!" oppure " E a te chi l'ha detto?" con tanto di mani poggiate sui fianchi o braccia conserte....
Se dubitare fate un giro su www.youtube.com e troverete diversi filmati sulla produzione di uova, la macellazione, la produzione di patè di fegato d'oca e altre cose del genere. Dovete solo avere lo stomaco di guardarli e poi, avere lo stomaco di mangiare ancora certe cose dopo averle viste...
Ma torniamo alle uova...
Dunque io qualche uovo ogni tanto lo inserisco nella preparazione delle mie ricette.
Ma non si tratta di uova comperate al super mercato o dal contadino (che molti credono sia cosa buona e giusta, ma la gallina che ha fatto l'uovo quando smetterà di produrne finirà nella pentola del contadino...), si tratta delle uova di 4 galline che un paio di anni fa salvai dalla macellazione.
Erano ormai esauste, non producevano più uova ed erano destinate ad essere macellate.
Le comperai tutte e quattro per una cifra ridicola, tipo 5 euro se non ricordo male.
Poi però, abitando in appartamento, non potevo tenerle, e dunque cercai per loro una casa sicura.
Una famiglia umana che me le tenesse a patto di non mangiarle, di lasciarle morire di vecchiaia.
Trovai un collega di mio marito, prossimo alla pensione, che amava gli animli tanto quanto noi, e che mi assicurò che le avrebbe tenute come delle signorine.
E così La Nina, La Pinta, La Santa e Maria (cercate di capire, questo di cognome fa Colombo...in che altro modo avrei dovuto chiamarle?!) ora scorrazzano nel cortile di questo signore.
Lo aspettano come ogni animale domestico aspetta il suo amico umano, gli vanno in contro quando questo ritorna a casa, ogni tanto lo fanno preoccupare perchè qualcuna vuole andare ad esplorare il mondo e non sa che qualche volpe potrebbe essere un periocolo, ma soprattutto, avendo ritrovato la serenità hanno ricominciato a fare le uova.
Ogni giorno infatti il signor Colombo trova 2 o 5 uova, a seconda del periodo dell'anno.
Così, dato che non ne consuma molte, spesso chiama mio marito e gli dice di andare a prendersi qualche ovetto fresco delle sue pricipesse.
Per questo non mi pongo il problema di consumare quelle uova. Perchè come tante altre persone che sono passate a veg, io l'ho fatto nell'intento di vivere una vita non violenta, dunque quelle uova, di quelle galline, per quanto mi riguarda non solo sarebbe uno spreco non utilizzarle, ma sembrerebbe di non apprezzare un gesto che testimonia che queste galline stanno di nuovo bene.
Si perchè le galline che "vivono" in batteria, campano solo un paio di anni, al termine dei quali sono letteralmente consumate, prive di forza, per questo non producono più uova. Sono come una donna in menopausa: non hanno più ovulazione.
Invece quelle galline, sono una specie di miracolo: non solo si sono riprese (quando le comperai pensavo spirassero da un momento all'altro), ma hanno ritrovato un ciclo biologico che difficilmente si riesce a recuperare una volta "rotto".
Se avete l'occasione di offrire una seconda possibilità a qualche gallina come La Nina, La Pinta, La Santa e Maria, vi invito a farlo: saranno felici almeno negli ultimi anni della loro vita, che fuori dalla batteria non è poi così breve, e magari anche loro vi ricompenseranno con qualche ovetto fresco.

venerdì 24 luglio 2009

Pesto


In estate quando proprio non posso fare a meno di cucinare la pasta, è il condimento che uso di più in assoluto: il pesto. Veganizzare questa salsa conosciuta da tutti è molto semplice: basta sostituire il parmigiano con il lievito alimentare in scaglie, che potrete trovare in tutti i negozi specializzati in alimentazione naturale, in più, essendo ingrediente di molte ricette e dovendone usare piccole quantità, noterete che tra gli ingredienti vegan è senza dubbio quello col miglio rapporto qualità prezzo.

Ingredienti:

5o gr di foglie di basilico
70 gr di pinoli
2 spicchi d'aglio (per chi vuole un pesto più leggero le dosi possono essere dimezzate o addirittura non essere messo, ma....che pesto sarebbe?!)
lievito alimentare in scaglie
olio extra vergine d'oliva
sale q.b.

Preparazione:

Nel frullatore (ci vorrebbe il mortaio, io lo uso quando ho più tempo a disposizione), mettete il basilico, i pinoli, l'aglio e 50 ml di olio.
Frullate, salate ed aggiungete altri 50 ml di olio, continuate a frullare fino ad ottenere una crema omogenea.
Aggiungete 3 cucchiai da minestra di lievito in scaglie.

Il lievito in scaglie solitamente viene venduto in contenitori di latta, tipo quelli del caffè, o buste. In tutti e due i casi, se ben richiuso potete conservarlo in frigorifero ed adoperarlo anche come "parmigiano" sostitutivo per la pasta o per gratinare al forno.

giovedì 21 maggio 2009

Ultimamente...

Utlimamente sono stata presa da un po' di cose....
...il lavoro...che non ho e che continuo a cercare!....
...un progetto...del quale ancora non mi sento di parlare per scaramanzia, ma che posso anticipare ha a che fare con lo scrivere....
...l'animalismo...essendo delegata della sede OIPA di Alessandria mi dedico agli animali e a chi cerca in qualche modo di aiutarli...
...il veganesimo...nonostante non abbia pubblicato più ricette, vi assicuro che i miei esperimenti in cucina continuano eccome, e presto, non appena avrò comperato delle batterie ricaricabili, prometto foto e ricette a go go!!!
...facebook!...ebbene si! ma non da malata, non da persona sola che cerca disperatamente un contatto umano. Da persona che ha sempre più amici sparsi per il mondo e che vorrebbe continuare a sentirli senza dover spendere cifre astronomiche di telefono, da persona che grazie a questo mezzo a trovato tanti altri vegani con cui confrontarsi, da persona che grazie sempre a questo mezzo, ha trovato altri animalisti con cui condividere annunci per adozioni e simili. Da persona che ha trovato tante altre persone con le quali è un piacere comunicare in modo diretto.
Quindi, se per qualche periodo non mi vedete qui sul mio blog....venite a tirarmi le orecchie su FB: Barbara Pezzella...se chiedete l'amicizia, ditelo che è per tirami le orecchie, me lo merito!!!

venerdì 10 aprile 2009

Vittime del terremoto

Ne hanno parlato ai telegiornali, che io per scelta etica ho deciso di non seguire alimentandone l'audience (dopo certe dichiarazioni del TG1, sono rimasta ancora più nauseata).
Ne hanno parlato e se ne parla tutt'ora su portali come FaceBook, i blog di parecchie persone che conosco.
Volevo parlarne anche io.
Volevo esprimere tutto il mio cordoglio e la mia solidarietà nei confronti delle persone che hanno perso la vita, che hanno perso parenti,amici e semplici conoscenti in questa tragedia.
Volevo esprimere la mia ammirazione nei confronti di quelle persone che anche se lo fanno di mestiere, stanno prestando soccorso ai terremotati: ci sono lavori che spesso tendiamo a dimenticare quanto siano importanti e mal pagati in proporzione a parecchi altri.
Volevo esprimere il mio orgoglio: vedere tanti volontari che si stanno mobilitando per altre persone in difficoltà è sempre una cosa che commuove e ti fa capire che nel momento del reale bisogno sappiamo ritrovare quel lato caritatevole, ma soprattutto umano nei confronti del prossimo.
Mi sento molto vicina a queste persone. Nel '94 ci fu l'alluvione qui in Alessandria, e toccai con mano, come volontaria, la disperazione delle persone che avevano perso tutto.
Perso la casa, quella acquistata con tanti sacrifici, quella che nel sogno dell'italiano medio è una delle conquiste sociali più comuni.
Perso familiari, amici, parenti.
All'epoca come oggi, ricordo che arrivarono volontari da tutta l'Italia.
Oggi come allora, provo quella stessa sensazione dentro di me.
Scrivere queste poche, sciocche righe, probabilmente non servirà a nulla, ma volevo esserci anche io a modo mio.
Volevo poter dire anch'io: vorrei tanto che con un colpo di spugna si potesse cancellare tutto, vorrei che poteste riuscire a dimenticare e ad andare avanti.
Vorrei che tutto questo non fosse mai accaduto. Vorrei che ora la terra smettesse di tremare, che finisse finalmente questa terribile condizione di terrore nella quale state vivendo.
Sono vicina a tutti voi.

mercoledì 25 marzo 2009

E' primaveraaaaa....


...Svegliatevi bambineeeeeeeeeee...

Cantava una canzone di parecchi anni fa....

Come state? Vi sarete chiesti che fine ho fatto e soprattutto che intenzioni avevo con questo povero blog che non veniva mai aggiornato....

Giusto, giusto, sono stata latitante, ma vi assicuro che avrei preferito essere qui, per una serie di svariati motivi....primo fra tutti la salute.... In questo periodo abbiamo fatto i conti con la salute del mio bimbo, per fortuna nulla di grave, ma come ogni mamma che si rispetti e degna di essere definita tale, sono sparita per stare con lui.

Poi altre mille piccole cose che hanno spostato la mia attenzione, ma non perché il mio blog non la meriti, semplicemente perché spesso arrivavo a sera cotta e mangiata...senza aver più la forza psicofisica di pigiare i tastini delle lettere e scrivere un paio di paroline...

Insomma, è stato un periodo un po' pienotto, ma ora, dovrei essere di nuovo in carreggiata...pronta a ricominciare a scrivere ricette, pensieri e parole, e pronta a condividerli con tutti voi, che nonostante la mia latitanza avete continuato a visitare il blog e a lasciare commenti di tanto in tanto.

Grazie a tutti!!!

martedì 27 gennaio 2009

Frullati


A casa mia, purtroppo sono solo io quella che consuma regolarmente la frutta.

Mio figlio non mangia volentieri la mela, e nemmeno la banana, che sono i frutti generalmente più graditi dai bambini.

Allora, mi sono ingegnata nel preparare un frullato che oltre ad essere una carica di vitamine, fosse anche nutriente e attenuasse il senso di fame.

E' molto semplice da preparare. Quello della foto é stato preparato con la mela, ma va benissimo anche la banana.


Ingredienti:


1 mela o 1 banana o metà di entrambe

1 cucchiaio abbondante di cacao

zucchero ( se abbiamo usato il cacao amaro, altrimenti non é necessario)

latte di soia o altro latte vegetale.


Preparazione:


Tagliare a tocchetti la frutta e metterla nel bicchiere del minipimer. Aggiungere il cacao, se necessario lo zucchero e coprire col latte vegetale.

Volendo si può utilizzare direttamente il latte con già il cacao.

Frullare il tutto fino ad aver eliminato i grumi.

Decidere ad occhio e secondo i propri gusti se aumentare il latte per farlo più liquido o lasciarlo più denso tipo frappé.

lunedì 26 gennaio 2009

Zuppa di Cannellini e patate


Quando ci sono giornate uggiose come questa, la zuppa é il nostro piatto forte. Semplice da preparare, perché non deve essere seguita troppo nella cottura, e saziante.

Questa zuppa, noi la mangiamo con i crostini di pane tostato: faccio tostare le fette di pan carré o pane fatto da me in casa e poi lo taglio a cubetti.


Ingredienti:


70 gr per persona di fagioli Cannellini secchi

2 patate medie

olio extra vergine d' oliva

trito di cipolla

sale

pepe

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro



Preparazione:


La sera prima mettete in ammollo i fagioli: circa 70 grammi per ogni persona, io ne ho dunque messi a bagno 210, e dunque le patate erano la proporzione giusta per i fagioli, voi andate più o meno ad occhio seguendo i vostri gusti.

Una volta colati i fagioli, metteteli nella casseruola dove avrete fatto imbiondire la cipolla per qualche istante.

Mescolate brevemente e aggiungete a questo punto l' acqua necessaria per la cottura.

Quando prende bollore, aggiungete il concentrato di pomodoro, se lo gradite il dado vegetale e abbassate la fiamma.

Quando i fagioli cominciano ad essere teneri, aggiungete le patate tagliate a tocchetti.

Lasciate cuocere a vostro piacimento.

Io poco prima di completare la cottura, prelevo metà dei fagioli e patate con la schiumarola, frullo la restante parte col frullatore ad immersione e poi rimetto nella pentola il tutto: rimane più cremoso.

Aggiustate di sale e se lo gradite di pepe.

martedì 20 gennaio 2009

Liquore al cioccolato


Sebbene casa mia fino a qualche tempo fa sembrasse una distilleria, ho dovuto scaricare la foto da internet perché non ho fatto in tempo a farne una: erano tutte bottigliette che avevo preparato per i pensierini di Natale.


La ricetta me l' ha data una nuova amica,Laura, conosciuta su facebook per un' altra passione in comune: lavorare a maglia.


Io ho veganizzato la ricetta e quello che segue é il risultato di un liquore dal gusto delicato ma deciso al tempo stesso.




Ingredienti:


1 litro di latte di soia aromatizzato alla vaniglia


400 gr di zucchero


100 gr di cacao amaro


1 bicchiere di alcol a 95°




Preparazione:


Mettete lo zucchero ed il cacao nella pentola e con l' aiuto di una frusta aggiungere mescolando di continuo, il latte poco alla volta.


Portare a bollore e far trascorrere 20 minuti, continuando a rimestare e tenendo la fiamma molto bassa.


Spegnete e lasciate raffreddare. A questo punto aggiungete l' alcol e imbottigliate.


Si conserva in frigo e va agitato prima di versare.

mercoledì 14 gennaio 2009

Margarina vegetale


Di questa ricetta, devo fare i complimenti a Barbara, new entry tra i cuochi di http://www.veganblog.it/.

La margarina come ben sapete é fatta di grassi vegetali. Il problema con quella che si trova in commercio é che spesso non si ha la certezza di comperare un prodotto che non sia dannoso per la salute. E quando invece ci fermiamo a comperare prodotti bio certificati, spendiamo più di quanto avremmo desiderato.

Il risultato sia nel primo che nel secondo caso, é che alla fine questo prodotto viene usato molto poco, mentre in certe ricette, ha una resa differente rispetto a chi lo sostituisce con l' olio.

All' ideatrice della ricetta in questione ho chiesto per quanto tempo si conserva, e lei per il momento non é andata oltre ad una settimana, che tra l' altro mi sembra un tempo ragionevole, dato che come vedrete non é particolarmente difficile o impegnativo a livello di tempo preparare questo utile ingrediente.

Anche la foto é quella originale pubblicata dall' autrice sul veganblog.


Ingredienti:
70 gr di olio ( a scelta: d'oliva, mais, girasole, soia)

20gr di acqua

10 gr di lecitina di soia


Preparazione:

Emulsionate gli ingredienti frullandoli assieme per circa un minuto.

Potete usare il Minipimer e frullare il tutto nell' apposito bicchiere.

martedì 13 gennaio 2009

Spezzatino di seitan


Un classico della cucina vegana: lo spezzatino di seitan con verdure.

Questa volta dato che mi trovavo al NaturaSì, e dato che era in offerta, il seitan l' ho comperato pronto, altrimenti, come ben sapete, lo faccio in casa.

Gli ingredienti che seguono sono sufficienti per 4 persone se viene mangiato come secondo piatto, oppure per 2 se si mangia come piatto unico.


Ingredienti:

1 confezione di seitan da 250 gr.

4 patate medie

150 gr di piselli ( io avevo quelli surgelati)

poca passata di pomodoro

sale

olio extra vergine d' oliva

acqua o vino bianco per sfumare

prezzemolo per completare


Preparazione:

In un tegame dai bordi alti fate rosolare del mosti per soffritto ( sedano, carote, cipolle)in olio extra vergine d' oliva e quando il tutto é ben dorato aggiungete il seitan tagliato a tocchetti, e se lo gradite, precedentemente infarinato.

Mescolate il tutto per evitare che si attacchi al fondo della casseruola, e sfumate con del vino bianco.

Aggiungete del dado vegetale granulare, e i piselli prima delle patate.

Mescolate con cura e dopo qualche minuto aggiungete le patate tagliate a tocchetti non troppo grandi: di modo che cuociano a tempo dei piselli.

Quando le verdure sono quasi cotte ( mi raccomando dato che il tutto tende ad assorbire la parte liquida e ad attaccare, state attenti che non asciughi troppo), aggiungete la passata di pomodoro: la quantità la deciderete ad occhio e secondo i vostri gusti personali.

Prima di servire spolverare il tutto con un bel trito di prezzemolo.

giovedì 1 gennaio 2009

Buon 2009!


E come tutti gli anni, ci siamo lasciati alle spalle 365 giorni dei quali quasi tutti dichiariamo: " Non ne sentirò la mancanza!"

E come tutti gli anni, riponiamo in questi nuovi 365 giorni la speranza che si facciano rimpiangere alla fine di questo nuovo anno appena cominciato.

Senza toccare il tema della politica o dell' economia, o peggio ancora della pace nel mondo ( che per chi ancora pensasse che esista, abbiate pazienza se venite a scoprirlo così brutalmente: non c'é mai stata! ), ci sono stati dei casi di cronaca sul finire del 2008 che hanno regalato un lieve sorriso, certo, non rimpiangeremo l' anno appena trascorso per questo, ma io personalmente, vorrei ricordare un aneddoto in particolare con voi.

Chi più, chi meno, abbiamo sentito parlare del Movimento per la Liberazione dei Nani da Giardino. Per chi non lo sapesse, si tratta di un movimento che nasce in Francia, e prevede il furto dei nani in terracotta che popolano i giardini delle villette per poi portare gli stessi nei boschi e liberarli.

Ora questo movimento data la moda da un paio di anni a questa parte di appendere i pupazzi raffiguranti Babbo Natale che si arrampica dalla finestra, si é estesa pure a lui....

Ebbene sì! Anche Babbo Natale appeso alla finestra o al balcone, é stato preso di mira dai militanti di questo movimento.

Tanto che in un piccolo Comune della Lombardia, di cui purtroppo non mi ero annotata il nome ( chiedo venia ), i cittadini si sono ribellati a questa sottrazione da parte di ignoti del loro Babbi Natale e più determinati che mai hanno raddoppiato la presenza di questi pupazzi attaccati alle finestre delle loro case, per dire NO al sequestro dei loro pupazzi!

Il mio sorriso, é nato dal fatto che sentendo tante brutte notizie, vedendo tanti brutti servizi al TG, ritrovare una vicenda del genere mi ha scaldato un po' il cuore....

Lo so, é sciocco, ma alla fine, pensiamoci un attimo: da una parte ci sono delle persone che credono fermamente che questi "oggetti" da giardino, non siano da considerarsi tali e che abbiano ben altre aspettative di vita che starsene ad abbellire le nostre case, e dall' altra parte ci sono dei cittadini, che giustamente hanno comperato questi "complementi" d' arredo per esterni e giustamente ne denunciano il furto quando questi scompaiono.

Ma la cosa che mi ha fatto sorridere, é stata la reazione delle persone: invece di polemizzare e scaldarsi più del necessario, hanno aumentato la presenza dei Babbi Natale: così i liberatori dovranno fare i doppi turni se non vogliono lasciare nessun ostaggio indietro!

Auguro a tutti un 2009 fatto di almeno una "leggerezza" di questo calibro alla settimana come notizia curiosa in coda al TG: delle tette rifatte delle veline e di quanti soldi abbiano o meno da spendere in cazzate i "poveri" ricchi, non solo non ce ne importa più, ma ci fa incazzare proprio! Vogliamo sorridere, e penso che questo sia un buon modo per farlo.